23 giugno, 2014

Exchange 2013: Migrazione connettori

Nel caso stiate migrando da Exchange 2010 ad Exchange 2013 e siete alla ricerca di un metodo veloce per migrare i connettori potete seguire questo post e come sempre usare PowerShell.

Per prima cosa apriamo PowerShell ISE e mettiamoci nella condizione di poter operare anche con i cmdlet di EMS passando questo semplice script:

Naturalmente andiamo a sostituire "your_server_fqdn_name" con il nome del nostro server Exchage 2013 ed eseguiamo lo script. Al termine andiamo su Add-ons e clicchiamo su "Connect to Exchange"


E' il momento di impartire a PowerShell la funzione che utilizzeremo per migrare i connettori. Ricordatevi di sostituire i nomi dei vostri server.
Eseguite la funzione "TransferReceiveConnectors" ed il gioco è fatto.
NB: Verranno restituiti alcuni errori che riguardano i connettori built-in, andate avanti senza preoccuparvene.

24 gennaio, 2014

Windows Server Backup: Inviare un report via email

Windows Server Backup con le release più recenti è in grado di eseguire il backup di un intero server (tutti i volumi), volumi selezionati, la stato del sistema (system state), cartelle o file specifici, creare una copia di backup che è possibile utilizzare per il ripristino bare metal.
È possibile ripristinare lo stato del sistema, alcune applicazioni, file, cartelle e volumi e addirittura virtual machine. In caso di disastro come ad esempio un guasto ai dischi rigidi è possibile eseguire un ripristino bare metal. Inoltre è possibile utilizzare Windows Server Backup per creare e gestire i backup per il computer locale o un computer remoto.
Sicuramente una feature molto utile e completa, peccato manchi un rapporto del backup ed il relativo invio via e-mail  come siamo abituati ad avere sui software di terze parti.
Al fine di far fronte a questa lacuna e dato che nelle piccole PMI molto probabilmente non andremo ad acquistare un complesso e costoso software di backup, ho cercato di progettare un report html sfruttando il Framework, PowerShell, Linq, XDocument e xml. Tutto in unico script PowerShell.

Fig1: report html inviato via email
  


Lo script cattura una serie di eventi relativi alle operazioni di Windows Backup, legge lo stato del disco di destinazione (target) e ci informa sul numero delle versioni presenti sul supporto e se ci sono eventuali procedure in corso. Se il Backup dovesse fallire la riga nella tabella verrà colorata con uno sfondo rosso in modo da essere notata immediatamente. Lo stesso sfondo verrà applicato alla tabella del disco destinazione (target) nel caso in cui lo spazio disponibile scenda al di sotto del 10%. Una volta catturate le informazioni viene costruito un report html ed inviato via e-email ad uno o più destinatari.

Vediamo come poter personalizzare lo script partendo dall'oggetto dell'e-mail che viene inviata.

Per prima cosa inserite il nome del vostro cliente nella variabile $Customer. (Riga 14) L'oggetto dell'e-mail recapitata sarà simile a questo: ## Backup report from: HV1 - iQuad ##

Alla riga 19 la sezione dove viene specificato il path e il nome del file. In questo caso, dato che ho usato la variabile di sistema  $env:public il report html si troverà in "C:\Users\Public"

Alla riga 24 viene settata temporaneamente la localizzazione en-US. Questa operazione si rende necessaria soltanto su Windows Server 2012 a causa di un bug sul comando Get-Winevent. Non è necessario su Windows Server 2012 R2.

Alla riga 28 viene indicato il lasso di tempo in cui vengono letti gli eventi. Aumentando il valore aumentano il numero di giorni contati a ritroso rispetto alla data attuale. Potremmo ad esempio farci inviare il report una volta alla settimana intercettando tutti i Backup effettuati durante quel lasso di tempo.

Dalla riga 77 alla riga 140 si trova il codice HTML e il foglio di stile (CSS) tramite il quale è possibile personalizzare i caratteri, colori e larghezza delle tabelle.

Dalla riga 165 troviamo le variabili dedicate alla gestione e all'invio del report via email.

Non rimane che schedulare lo script all'orario più congeniale utilizzando "powershell WSB_report.ps1"


13 novembre, 2013

Rasperry PI: Una centrale telefonica VoIP

In questo articolo vedremo passo passo come sia possibile implementare una centrale VoIP utilizzando un “single-board computer”. Il Raspeberry Pi.
Indroduzione.
Anche se cercherò di spiegare le procedure passo passo ed in maniera molto semplice questo tutorial prevede che abbiate un minimo di familiarità con UNIX, SSH e su come modificare i file tramite la shell, sulle reti e una base sulla tecnologia VoIP e Asterisk ma soprattutto che abbiate voglia di imparare e sperimentare.
Raspberry: di cosa si tratta.
Il Raspberry Pi è un computer, basato su chipset  SoC Broadcom BCM 2835, dalle dimensioni di una carta di credito (misure che fanno del sistema uno dei più piccoli PC disponibili e a più basso costo al mondo) che si collega ad un monitor o un televisore e ad una tastiera.
Viene classificato come single-board computer (un calcolatore implementato su una sola scheda elettronica) sviluppato nel Regno Unito dalla Raspberry Pi Foundation. Attualmente, viene venduto in due versioni, al prezzo di 25 e 35 dollari statunitensi. 
Il SoC è un Broadcom BCM2835 che contiene un ARM1176JZFS a 700Mhz,  con virgola mobile e una GPU VideoCore IV. La GPU è in grado di riprodurre la qualità BluRay, utilizzando H.264 a 40MBits / s.  ed ha una veloce core 3D  (1Gpixel/s, 1.5Gtexel/s or 24 GFLOPs) che supporta OpenGL ES2.0 e le libraries OpenVG.
In pratica sarete in grado di eseguire, in scala ridotta,  gran parte delle operazioni riservate a desktop e server tradizionali.

Ecco le caratteristiche tecniche, direi di tutto rispetto.

Broadcom BCM 2835 chipset (ARM1176JZFS chip with a floating point co-processor, running at 700MHz
Videocore IV GPU, capable of BluRay quality playback, using H.264 at 40MBits/s Ships with OpenGL ES2.0 and OpenVG libraries)
HDMI out
Model B: 512MB of memory, two USB ports and a 10/100 BaseT Ethernet port
L’hardware. Per progettare la micro centrale VoIP avete bisogno di un Raspberry Pi Mod. B completo di case e alimentatore, di una memoria SD da almeno 8Gb, tastiera e mouse USB, un Monitor o TV con ingresso HDMI (oppure un adattatore HDMI-VGA) ma anche di un gateway e di un telefono VoIP. Un Cisco della serie SPA o un cordless Siemens Gigaset VoIP (A510IP) andranno benissimo. Dato che il dispositivo è orientato ad un utilizzo residenziale utilizzeremo come gateway un Cisco SPA3102 che, tramite la porta FXO, ci permetterà di attestarci direttamente alla linea analogica. In ogni caso potrete comunque configurare qualsiasi gateway VoIP FXO o ISDN. Nel caso in cui farete una sottoscrizione con un provider VoIP non avrete nemmeno bisogno di un gateway.
Nota: Non avrete a disposizione un Real Time Clock. L'aggiunta di un RTC è sorprendentemente costoso ed avrebbe influito molto sul target price che la fondazione si era prefissata. È comunque previsto un interfacciamento esterno utilizzando i pin GPIO.
sd1
Il Software Per prima cosa andremo a testare se il nostro dispositivo funziona correttamente installando un sistema operativo.  Formattate la vostra SD card tramite il tool scaricabile dal seguente link, avendo cura di settare l’opzione “FORMAT SIZE ADJUSTMENT” su ON 
https://www.sdcard.org/downloads/formatter_4/eula_windows/
Fig. 1


Ora scaricate il sistema operativo da questo link: http://www.raspberrypi.org/downloads. Nel nostro caso partiremo dal NOOBS da cui poi sceglieremo uno degli OS disponibili. Scomprimete lo zip direttamente nella root della SD Card.
Nota: Senza SD configurata correttamente il Raspberry non presenta nessun output video.
Siamo pronti per fare il primo boot.
Fig. 2
Fig2_NOOBS
Nello step successivo configurate la lingua per la tastiera e la password per l’utente “pi”. La password di default è “raspberry” 
Fig. 3 Fig3_raspi-config
Attestato il corretto funzionamento del device e della SD (l’installazione di Raspbian serve anche a questo, se va a buon fine la card funziona bene) è il momento di procurarci l’immagine di Asterisk for Raspberry Pi.
http://www.raspberry-asterisk.org/downloads/   in particolare la versione raspbx-19-01-2013.zip

Ora non ci resta che scrivere l’immagine sulla SD.
Inseriamo la scheda nel lettore di schede SD e verificando quale lettera di unità è stata assegnata e formattiamola con SDformatter. Scarichiamo il tool Win32DiskImager e scriviamo l’immagine [nomefile].img Fig. 4
Fig4_Win32DiskImager
Raspbx
Ora il Raspberry PI è pronto per eseguire Raspbx.
Nota: Se usate un monitor HDMI e non vedete alcun output premete il tasto 1 al boot.
L’IP viene assegnato dinamicamente, con tutta probabilità il vostro router ADSL assegnerà un IP. Da Windows potete connettervi al device tramite SSH o HTTP semplicemente digitando “raspbx”
La user e la password di default per SSH sono “root” “raspberry”, per l’interfaccia di amministrazione di FreePBX “admin” “admin”.
Per comodità useremo SSH e Putty (Putty.exe) ma è possibile utilizzare un monitor HDMI.
Ora tramite la console oppure in SSH digitate “raspi-config” e settate il layout della tastiera italiana, locale e timezone.
Fig.5
Fig5_ssh
Una volta settate le “Internationalization Options”, se la SD dovesse superare i 4Gb, potete procedere con l’espansione del Filesystem tramite la prima opzione “Expand Filesystem”
Ora potete aggiornare la distribuzione digitando il comando “raspbx-upgrade”.
Nel prossimo passaggio setterete un IP fisso per il micro (solo per dimensioni) pbx. Vi basterà editare il file “/etc/network/interfaces”.
Digitate “nano /etc/network/interfaces” e rimuovete la linea “iface eth0 inet dhcp”. Al suo posto inserite: 

  iface eth0 inet static
  address {ipaddress}
  netmask {netmask}
  gateway {gateway}
  dns-nameservers {dnsserver}
   (tipicamente l’ip del vostro router casalingo)
Salvate e digitate il comando “service networking restart

Primo accesso al PBX
Accedete tramite browser all’IP fisso oppure a “http://raspbx” utilizzando come utente e password “admin” “admin” e cliccando su “FreePBX Adminstration”.
Come prima cosa preparate 2 o tre interni per fare le vostre prove. Usate “Extensions” sotto “Applications”.
Fig. 6
Fig6_ext
Ad ogni modo potete comunque far riferimento alla documentazione ufficiale: http://wiki.freepbx.org/display/F2/Extensions
Ricordo inoltre che tra le innumerevoli funzionalità di un PBX c’è anche il Paging e l’inferfono (intercom) con cui potere chiamare una serie prestabilita di interni contemporaneamente sfruttando i telefoni come vivavoce. Il gruppo di telefoni risponderà automaticamente: http://wiki.freepbx.org/pages/viewpage.action?pageId=4161623. Molto comodo se abitate su 2 o più livelli.
Per fare i test potete utilizzare dei telefoni VoIP software come ad esempio X-lite fornito da CounterPath o 3CX PhoneClient fornito da 3CX (solo versione 6)

Nota: Se usate un cordless misto VoIP/Analogico, come ad esempio i Gigaset Siemens (nel mio caso A510IP), tenete presente che con gli ultimi firmware è possibile passare le chiamate ad un altro interno utilizzando il tasto R (flash hook) che in VoIP verrà configurato in refer sip method. Se volete usare il cordless come interfono disattivate la risposta automatica al sollevamento.
Le funzionalità di una centrale VoIP sono parecchie, per questa ragione ci occuperemo solamente delle principali. Fra le più utili la possibilità di ricevere via email eventuali messaggi vocali.
Passiamo dunque alla configurazione del server di posta al fine di poter inviare i messaggi email dal pbx.
Un server di posta elettronica funziona già nella configurazione di default usando exim4. Per impostazione predefinita Exim4 è configurato per inviare direttamente la posta elettronica agli host MX. Questo metodo però è sconsigliato in quanto quasi tutti i provider classificano le email provenienti da indirizzi IP dinamici come spam. Per evitare questo è necessario impostare uno smarthost (mail server in uscita).
Eseguite dalla console “dpkg-reconfigure exim4-config
Fig. 7
Fig7_mail
Selezionate “mail sent by smarthost” e inserite il nome FQDN del mail server. Come esempio utilizzeremo i  parametri di Gmail

Nota: Impostate come email di root e postmaster la mail associata al server smtp
Digitate in console “nano /etc/email-addresses” e aggiungete alla fine del file:
root: your_email@someisp.com
asterisk: your_email@someisp.com
Ora configurate le credenziali “nano /etc/exim4/passwd.client” aggiungendole alla fine del file attenendovi al formato SMTP_HOSTNAME:USERNAME:PASSWORD
Suggerisco di dare sempre un occhiata ai log “tail -f /var/log/exim4/mainlog” Attivate ora la configurazione con il comando “update-exim4.conf” e testatela con “send_test_email your_email@someisp.com
Alcune versioni di GnuTls soffrono di un problema di lunghezza dei pacchetti TLS “TLS packet with unexpected length was received”. Suggerisco di provare a configurare tutto prima sulla porta 25 facendo comunque riferimento a questo documento: https://wiki.debian.org/GmailAndExim4

Gateway PSTN/VoIP Cisco SPA3102 Ora passiamo alla configurazione del gateway che ci consentirà di attestarci alla linea telefonica analogica (PSTN) e di integrare con tutte le funzionalità che ci offre il nostro PBX.
Useremo l’SPA3102 senza NAT connesso direttamente alla LAN ma attestandoci alla porta “INTERNET” e collegando la linea PTSN su “LINE”.  (LinkSys SPA3102 support page.)

Se si dovesse rendere necessario resettare il device sui valori di fabbrica collegare un comune telefono alla porta “PHONE” e comporre “****” attendere la voce IVR e comporre “73738” seguito da “#” e premere “1” per confermare il reset. Aggiornate il firmware se necessario.
Come prima operazione collegate “temporaneamente” il device alla rete tramite la porta LAN e navigate su questo indirizzo http://192.168.0.1/admin/advanced.
Disattivate il DHCP server poi settate un IP fisso lato WAN avendo cura di selezionare “Enable WAN Server Web” sotto “Remote Management”.
Fig. 8
fig8_3102Scollegate il cavo di rete dalla porta “ETHERNET” e collegatelo alla porta “INTERNET”. Da ora in poi amministrerete il device dall’IP WAN (192.168.1.3).
Configurare syslog sul PBX Syslog è un modo pratico per eseguire il debug.
In caso di problemi potete settare nella pagina di configurazione “Voice” selezionate “System” e inserite l’ip del SYSLOG SERVER in “Syslog Server” e “Debug Server” impostando il livello di debug su 2 o superiore.
Esistono syslog server sia per Windows che per Linux. Per Debian seguite questo tutorial http://massivelydigital.com/setting-up-a-remote-rsyslog-server/.
Se invece volete un debug in tempo reale per Asterisk vi basterà digitare “asterisk –v”
Impostare la linea interno 1 In FreePBX, aggiungere un estensione di test Dall’interfaccia web di FreePBX impostate un interno “100” e settatene la password “line1pass@word1” poi applicate la configurazione.
Su SPA3102 sotto la scheda “VOICE” selezionare la sottoscheda “Line1” 1. Sotto “Proxy and Registration” impostate “Proxy” con l’ip del PBX , “Make Call Without Reg:” su YES e “Ans Call Without Reg:” su YES.
2. Sotto “Subscriber Information” inserite 100 (l’interno) come “User ID” e la relativa password.
3. Impostate il “Dial Plan” a “([* x] x.)”. Questo indirizzerà ogni numero che inizia con '*' o '0 '- '9' al PBX. Per maggiori informazioni sui dial plan si veda qui: http://www.cisco.com/en/US/products/ps10033/products_qanda_item09186a0080a35a44.shtml.
4. Applicate tutte le modifiche.
5. Sempre sotto la scheda “Voice”, selezionate la scheda “Regional”, e cancellare tutte le voci *XX sotto “Vertical Service Activation Codes”.
Verificate se l’interno 100 si è registrato correttamente dal seguente link: 
http://raspbx/admin/config.php?&type=tool&display=asteriskinfo&extdisplay=subscriptions

Configurare la linea PSTN
Il prossimo passo, la parte più difficile: configurare la porta FXO dell’SPA3102.
Configurare le chiamate in uscita 1. In FreePBX sella sezione “Connectivity” “Trunk” impostate il nuovo sip trunk: “Trunk Name” a “pstn” e settate “Maximum Channels” a 1.
2. Sotto “PEER Details” inserire quanto segue:
canreinvite=no
host=192.168.1.3  (l’ip dell’spa3102) 
nat=no
port=5061
user=pstn  
secret=pstnpass2013
type=friend
qualify=yes
dtmfmode=rfc2833

Su SPA3102 sotto la scheda “VOICE” selezionare la sottoscheda “PSTN Line”
1. Sotto “Proxy and Registration” impostate “Proxy” con l’ip del PBX , “Make Call Without Reg:” su YES e “Ans Call Without Reg:” su YES.
2. Sotto “Subscriber Information” inserite “pstn” come “User ID” e la relativa password “
pstnpass2013”.
Ricordate anche di abbassare “PSTN Answer Delay:” a 2 altrimenti gli interni cominceranno a squillare dopo molti secondi. 
Verificate su FreePBX che il PEER sia registrato:
http://raspbx/admin/config.php?&type=tool&display=asteriskinfo&extdisplay=peers
3. Tornate a FreePBX e impostate una nuova rotta di uscita. Sotto “Connectivity” poi “Outbound Routes” 
    Impostate il nome della rotta e il “Dial Patterns” tramite il Wizard (la 7/10)
4. Ora impostate “Trunk Sequence” come SIP/pstnPSTN, “Answer Delay:”  0
5. Applicare tutte le modifiche.
A questo punto potete provare a fare una chiamata all’esterno tramite un interno software oppure un telefono VoIP. Se tutto è stato impostato correttamente sarete in grado di chiamare cellulari e numeri fissi senza problemi.

Configurare le chiamate in arrivo Su SPA3102 sotto la scheda “VOICE” selezionare la sottoscheda “PSTN Line” 1. Scorrete fino alla sezione “PSTN-To-VoIP Gateway Setup”, impostate “PSTN Ring Thru Line 1” a “No” poi impostate “PSTN Caller Default DP” a “2”.
2. Scorrete in alto fino “Dial Plans” e impostate il “Dial Plan 2” a “S0(<:XXXXXXXXXX>)”  in cui XXX è il vostro numero di telefono.
3. Su FreePBX sotto “Applications” selezionate “Ring Groups” ed aggiungete tutti gli interni che volete far squillare all’arrivo di una chiamata esterna. Scorrete fino a “Set Destination” e impostate gli interni sotto “Extension List” infine settate “Destination if no answer:”. Potete decidere se terminare la chiamata in caso di mancata risposta oppure eseguire un IVR che a sua volta vi inoltrerà il messaggio vocale via email. 4. Di nuovo su FreePBX aggiungete una rotta in entrata. Sotto “Connectivity” poi “Inbound Routes” 
Il nome potrebbe essere “PSTN” mentre il “DID Number” dovrebbe essere lo stesso del “Dial Plan 2” (il vostro numero)
Sotto “Set Destination” selezionate “Ring Groups” poi selezionate quello appena creato.

Ora siete pronti per testare le chiamate in ingresso.

Altre configurazioni
Ricordate di settare i toni per l’italia per l’SPA3102

[REGIONAL]
DIAL TONE:425@-12;10(.6/1/1,.2/.2/1) -e il mitico TU TU-
OUTSIDE DIAL TONE:425@-12;10(.6/1/1,.2/.2/1)
BUSY TONE:425@-20;10(.5/.5/1) -tono di occupato-
REORDER TONE: 425@-12;10(.25/.25/1) ->suono che viene prodotto quando va in timeout la digitazione di un numero da chiamare
OFF HOOK WARNING TONE: 425@-12;10(.25/.25/1) ->tono riprodotto quando si ripone male la cornetta (l'ho cambiato e messo uguale a prima perche questo suono viene sempre riprodotto quando il sipura finisce di riprodurre il reorder tone)
RING BACK TONE: 425@-20;*(1/4)
RING1 CADENCE: 90(1/4) -cadenza del trillo-
CWT1 CADENCE:60(.1/3) ->cadenza dell'avviso di chiamata
Ring Waveform:sinusoid
Ring Voltage:70
Ring Frequency:25
CWT Frequency:425@-10
Hook Flash Timer Min: .06
Hook Flash Timer Max: .2
REORDER DELAY: 0 ->numero secondi dopo il quale viene eseguito il reorder dalay tone quando l'altra parte ha riagganciatol

File Audio in italiano Ecco i prompt vocali in italiano:
http://downloads.asterisk.org/pub/telephony/sounds/releases/asterisk-core-sounds-it-alaw-1.4.25.tar.gz
http://www.freepbx.org/forum/general-help/change-audio-language
Cancellazione Eco Se avete qualche problema di eco seguite questo post:
http://blog.liberailvoip.it/2008/02/19/sipura-linksys-eliminiamo-leco-definitivamente/

Conclusioni Abbiamo creato un PBX casalingo di classe enterprise spendendo quanto mangiare una pizza in due. Non mi sembra cosa da poco. Inoltre FreePBX offre una serie di funzionalità davvero interessanti. Vi suggerisco di dare un occhiata alla documentazione ufficiale.

18 ottobre, 2013

Zyxel Zywall USG 20: Vpn site to site troppo lenta

In una VPN IPsec tra 2 Zywall USG 20 configurata correttamente e connessa si verifica una lentezza tale da compromettere le connessioni nonostante si riescano a pingare gli IP delle sedi remote, inoltre non è possibile connettersi al firewall remoto tramite VPN.  Le connessioni WAN to LAN invece funzionano correttamente.

Il problema di verifica sia con il firmware 3.00 che con il più recente 3.30.

Soluzione:

1) Nelle impostazioni wan1, premendo Show Advanced Settings  impostare la voce MTU a 1404
2) Creare una regola firewall From WAN to ZyWALL > Service: DNS Group > Deny

Rif.: ftp://ftp.zyxel.it/guide/usg/guide_usg_firmware_2.20-3.00/usg_vpn_ipsec_usg.pdf

22 luglio, 2013

24 aprile, 2013

Patton 4120: Configurazione con FreePBX

Dato che abbiamo impiegato diverso tempo a configurarlo per bene, posto la nostra configurazione funzionante.

Nel nostro caso il Patton risponde su uno solo dei due numeri a nostra disposizione (evidenziato in giallo)

Se volete che risponda su tutte le linee in ingresso sostituite il numero con T2

#----------------------------------------------------------------#
# #
# SN4120/1BIS2V #
# R6.3 2013-03-07 H323 SIP #
# 1970-01-02T18:44:50 #
#----------------------------------------------------------------#

cli version 3.20
clock local default-offset +00:00
webserver port 80 language en
sntp-client
sntp-client server primary pool.ntp.org port 123 version 4

system

ic voice 0
low-bitrate-codec g729

system
clock-source 1 bri 0 0

profile ppp default

profile call-progress-tone defaultDialtone
play 1 1000 425 -6

profile call-progress-tone defaultAlertingtone
play 1 1000 425 -13
pause 2 4000

profile call-progress-tone defaultBusytone
play 1 300 425 -7
pause 2 200

profile call-progress-tone defaultReleasetone
play 1 300 425 -7
pause 2 400

profile call-progress-tone defaultCongestiontone
play 1 300 425 -7
pause 2 400

profile tone-set default

profile voip default
codec 1 g711alaw64k rx-length 20 tx-length 20
codec 2 g711ulaw64k rx-length 20 tx-length 20
codec 3 g729 rx-length 20 tx-length 20
fax transmission 1 relay t38-udp

profile pstn default

profile sip default
no autonomous-transitioning

profile aaa default
method 1 local
method 2 none

context ip router

interface IF_IP_LAN
ipaddress 10.0.0.150 255.255.255.0
tcp adjust-mss rx mtu
tcp adjust-mss tx mtu

context cs switch
national-prefix 0
international-prefix 00

routing-table called-e164 RT_ISDN_TO_SIP_0
route 0331XXXXXX dest-interface IF_SIP_0 MAPPING_INCOMING_CALLS

routing-table called-e164 RT_SIP_TO_ISDN_0
route default dest-interface IF_ISDN_0 CLIP_DISABLED

mapping-table calling-pi to calling-e164 MAP_REMOVE_BLANK_CALLERID
map restricted to ""

mapping-table calling-e164 to calling-e164 MAP_LEADING_ZERO
map (.%)-(.%)-(.%)-(.%)-(.%) to \1\2\3\4\5
map (.%)-(.%)-(.%)-(.%) to \1\2\3\4
map (.%)-(.%)-(.%) to \1\2\3
map (.%)-(.%) to \1\2

mapping-table calling-e164 to calling-name MAP_CID_TO_CNAME
map (.%) to \1

mapping-table calling-e164 to calling-e164 CALLINGE164
map 0(.%) to \1

mapping-table calling-type-of-number to calling-type-of-number CALLINGNUMBERTYPE
map default to national

mapping-table calling-numbering-plan to calling-numbering-plan CALLINGNUMBERPLAN
map default to isdn-telephony

mapping-table calling-uri to calling-pi CALLINGPIRESTRICTED
map sip:anonymous@.% to restricted

complex-function MAPPING_INCOMING_CALLS
execute 1 MAP_REMOVE_BLANK_CALLERID
execute 2 MAP_LEADING_ZERO

complex-function CLIP_ENABLED
execute 1 CALLINGNUMBERPLAN
execute 2 CALLINGE164
execute 3 CALLINGNUMBERTYPE
execute 4 CALLINGPIRESTRICTED

complex-function CLIP_DISABLED
execute 1 CALLINGPIRESTRICTED

interface isdn IF_ISDN_0
route call dest-table RT_ISDN_TO_SIP_0
call-hold disable
caller-name
user-side-ringback-tone

interface sip IF_SIP_0
bind context sip-gateway GW_SIP_0
route call dest-table RT_SIP_TO_ISDN_0
remote 10.0.0.43 5060
early-connect
early-disconnect
address-translation outgoing-call request-uri user-part fix 10000 host-part to-header target-param none
trust remote

context cs switch
no shutdown

authentication-service AS_ALL_LINES
realm 1 3CXPhoneSystem
username 10000 password Z7wh1f7Ii0qJzcJxEhGKUw== encrypted

location-service LS_10000
domain 1 10.0.0.43

identity-group default

authentication outbound
authenticate 1 authentication-service AS_ALL_LINES username 10000

identity 10000

authentication outbound
authenticate 1 authentication-service AS_ALL_LINES

registration outbound
registrar 10.0.0.43 5060
lifetime 300
register auto

context sip-gateway GW_SIP_0

interface LAN
bind interface IF_IP_LAN context router port 5060

context sip-gateway GW_SIP_0
bind location-service LS_10000
no shutdown

port ethernet 0 0
medium 10 half
encapsulation ip
bind interface IF_IP_LAN router
no shutdown

port bri 0 0
clock auto
encapsulation q921

q921
protocol pp
uni-side auto
encapsulation q931

q931
protocol dss1
uni-side user
bchan-number-order ascending
encapsulation cc-isdn
bind interface IF_ISDN_0 switch

port bri 0 0
no shutdown


Ecco il TRUNK lato FreePBX


allow=g729

qualify=yes


type=friend


port=5060


username=10000


fromuser=10000


secret=2hbzl36


host=dynamic


defaultip=10.0.0.150


context=from-pstn

21 marzo, 2013

Il caso di Userenv, Event ID:1054 e il ping con valore negativo

Di recente mi sono imbattuto in un caso piuttosto strano nonostante lo scenario fosse relativamente semplice.  Un piccolo cliente dislocato su due sedi e servito da una VPN tra firewall, due siti AD (DC W2003) ed un server Exchange per sito.  Per esigenze particolari si è reso necessario virtualizzare un DC anche se vi ricordo che non è una procedura supportata e che in linea di massima non è una buona idea, sicuramente la via meno problematica e supportata è quella di estendere AD nella VM e successivamente fare l’abbassamento di livello del DC fisico.

Starete tutti pensando “ti sta bene, non si virtualizzano i DC” e invece il problema in oggetto non dipende dalla conversione P2V in sé…

DCDIAG non presenta anomalie, NETDIAG è assolutamente OK le repliche tra i siti funzionano correttamente mentre sul DC “virtualizzato” con cadenza regolare si presenta l’errore seguente:

Event Type: Error
Event Source: Userenv
Event Category: None
Event ID: 1054
Date:  18/03/2013
Time:  17.19.02
User:  NT AUTHORITY\SYSTEM
Computer: SERVER2
Description:
Windows cannot obtain the domain controller name for your computer network. (An unexpected network error occurred. ). Group Policy processing aborted.

Dopo ulteriori ricerche decido di applicare la KB 326152 naturalmente senza successo. Verifico NetBIOS, DNS tutto Ok. Accedo anche a \\mydomain.com\sysvol\mydomain.local.

Di nuovo sembrano non esserci problemi particolari nonostante l’errore 1054. Questa volta provo ad attivare il debug dell’ambiente utente nella speranza di trovare qualche indizio nel log. ( KB 221833 ). Purtroppo %Systemroot%\Debug\UserMode\Userenv.log mi indica soltanto che le policy vengono applicate. Niente di fatto,

Anche il comando “setlogon server” restituisce correttamente il nome del DC, dato che ho il prompt dei comandi sotto mano provo un ping sul nome  di dominio e noto una risposta di –1994ms. MENO? Si avete letto bene, un tempo negativo.

Pinging domain.local [192.168.1.10] with 32 bytes of data:

Reply from 192.168.1.10: bytes=32 time=-1994ms TTL=128
Reply from 192.168.1.10: bytes=32 time=-1994ms TTL=128
Reply from 192.168.1.10: bytes=32 time=-1994ms TTL=128
Reply from 192.168.1.10: bytes=32 time=-1994ms TTL=128

Ping statistics for 192.168.1.10:
    Packets: Sent = 4, Received = 4, Lost = 0 (0% loss),
Approximate round trip times in milli-seconds:
    Minimum = -1994ms, Maximum = -1994ms, Average = 1073739830ms

Mi rimetto nelle mani di Google per ulteriori ricerche ma trovo solo alcuni articoli che trattano un problema simile, passo oltre dato che sembra riguardare solo le CPU AMD Opteron.

Ripenso ai passaggi fatti e mi ricordo di aver aggiunto un processore alla mia VM giusto prima del power on, la macchina fisica aveva un solo processore.  Cerco di approfondire le problematiche VM e multiprocessore ed apprendo che la funzione Win32 QueryPerformanceCounter per impostazione predefinita utilizza un’unità di tempo chiamata TSC che essenzialmente conta i cicli di CPU. A quanto pare la lettura del valore TSC può essere diversa per ogni CPU “virtuale”, questo spiegherebbe la negatività temporale (virtuale naturalmente).

Il colpevole sembrerebbe proprio la time source di default.

Il caso si è risolto indicando a “QueryPerformanceCounter” che da dovrà basarsi su PM timer che è una fonte tempo globale, anziché su TSC.
Come? semplicemente aggiungendo il flag /usepmtimer al file boot.ini

[boot loader]
timeout=30
default=multi(0)disk(0)rdisk(0)partition(1)\WINDOWS
[operating systems]
multi(0)disk(0)rdisk(0)partition(1)\WINDOWS="Windows Server 2003, Standard" /noexecute=optout /fastdetect /usepmtimer

08 marzo, 2013

Microsoft Office Configuration Analyzer Tool

The Microsoft Office Configuration Analyzer Tool (OffCAT) is a program that provides a detailed report of your installed Office programs. This report includes many parameters about your Office program configuration and highlights known problems found when OffCAT scans your computer. For any problems that are listed in the report, you are provided with a link to a public-facing article (usually a Microsoft Knowledge Base article) on the issue so you can read about possible fixes for the problem. If you are a Help Desk professional, you can also save the report to file so that the report can be viewed in the Office Configuration Analyzer Tool on another client where the tool is installed. The Office Configuration Analyzer Tool 1.0 also includes a command-line version that can be used to collect an OffCAT scan without user intervention.

Download

17 febbraio, 2013

Hyper-V IT Camp: 14 Marzo 2013 @ Microsoft Innovation Campus

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Hyper-V IT Camp è l'evento gratuito organizzato da Microsoft Italia, in collaborazione con la community WindowServer.it.
Un'intera giornata dove verranno presentate ed analizzate le tematiche più importanti relative al mondo della virtualizzazione server, basate su Windows Server 2012 e su Hyper-V Server 2012. Sul palco si alterneranno speaker di altissima qualità tecnica ed alcuni di loro sono riconosciuti come Microsoft Most Valuable Professional.
L'evento si terrà il giorno 14 Marzo 2013, presso l'Innovation Campus di Microsoft Italia a Milano, ed è aperto a tutti coloro che intendono addentrarsi nel mondo della virtualizzazione.

Iscriviti Subito!

05 dicembre, 2012

Utilizzare i cmdlet di PowerShell per rinominare una scheda di rete in Windows 8 o in Windows Server 2012.

È possibile utilizzare i cmdlet di Windows PowerShell per rinominare una scheda di rete in Windows 8 o in Windows Server 2012. Per effettuare questa operazione, attenersi alla seguente procedura:

  1. Per visualizzare i nomi delle schede di rete, eseguire il seguente cmdlet di Windows PowerShell:

             Get-NetAdapter

  1. Per rinominare una scheda di rete, eseguire il seguente cmdlet di Windows PowerShell:

    Rename-NetAdapter-nome <Name></Name> NewName- <New name=""></New>

    Ad esempio, eseguire il seguente cmdlet di Windows PowerShell per rinominare la scheda "Rete Ethernet" a "ManagementAdapter:"

    Rename-NetAdapter –Name Ethernet –NewName ManagementAdapter

Ecco una lista di cmdlet utili alla gestione del TCP/IP.

Net TCP/IP

Get-NetIPAddress

Gets information about IP address configuration.

Get-NetIPInterface

Gets information about the IP interface properties.

Get-NetIPv4Protocol

Gets information about the IPv4 Protocol configuration.

Get-NetIPv6Protocol

Gets information about the IPv6 protocol configuration.

Get-NetNeighbor

Gets information about the neighbor cache for IPv4 and IPv6.

Get-NetOffloadGlobalSetting

Gets information about the global TCP/IP offload settings.

Get-NetPrefixPolicy

Gets information about the prefix policy.

Get-NetRoute

Gets the IP routing table.

Get-NetTCPConnection

Gets information about current TCP connection statistics.

Get-NetTCPSetting

Gets information about TCP settings and configuration.

Get-NetTransportFilter

Gets information about transport filters.

Get-NetUDPEndpoint

Gets information about current UDP connection statistics.

Get-NetUDPSetting

Gets information about UDP settings and configuration.

New-NetIPAddress

Creates an IP address and the configuration properties of that IP address.

New-NetNeighbor

Creates a neighbor cache entry for IPv4 or IPv6.

New-NetRoute

Creates an entry in the IP routing table.

New-NetTransportFilter

Creates a transport filters.

Remove-NetIPAddress

Deletes an IP address and the configuration properties of that IP address.

Remove-NetNeighbor

Deletes a neighbor cache entry for IPv4 or IPv6.

Remove-NetRoute

Deletes an entry or entries (IP routes) from the IP routing table.

Remove-NetTransportFilter

Deletes a transport filter.

Set-NetIPAddress

Modifies IP address configuration properties of an existing IP address.

Set-NetIPInterface

Modifies IP interface properties.

Set-NetIPv4Protocol

Modifies information about the IPv4 Protocol configuration.

Set-NetIPv6Protocol

Modifies information about the IPv6 Protocol configuration.

Set-NetNeighbor

Modifies a neighbor cache entry.

Set-NetOffloadGlobalSetting

Modifies information about the global TCP/IP offload settings.

Set-NetRoute

Modifies an entry or entries in the IP routing table.

Set-NetTCPSetting

Modifies TCP settings and configuration.

Set-NetUDPSetting

Modifies UDP settings and configuration.

15 settembre, 2012

Firma di Outlook e OWA basata sulle informazioni utente in Active Directory (v 1.2)

Introduzione
Chi utilizza Exchange Server e conosce le regole di trasporto, sarà anche a conoscenza del fatto che in teoria esse possono essere utilizzate per implementare delle firme dinamiche nella propria organizzazione. Nonostante sia possibile tecnicamente, questa implementazione nasconde degli evidenti aspetti negativi. Se avete condotto anche solo un paio di test vi sarete resi conto che la firma dell’utente viene sempre collocata in fondo a "tutto" il testo, questo provoca un concatenarsi di firme al termine del messaggio email, in particolare nel caso di molti reply. L'unico sistema davvero efficace è settare la firma localmente, direttamente in Outlook e per ogni utente.
Quanto sopra è sostenibile se parliamo di pochi utenti, ma se nell'azienda per cui lavorate ne conta decine o addirittura centinaia dovrete acquistare prodotti di terze parti.
Fortunatamente esiste una valida alternativa, che come vedremo in questo articolo ci consentirà di generare e impostare in maniera automatica e dinamica le firme locali di Outlook e simultaneamente i file HTML necessari all’importazione delle firme in OWA (Outlook Web App)  tramite EMS (Exchange Management Shell). Un altro vantaggio non da poco è che la procedura è totalmente realizzabile utilizzando l’infrastruttura esistente e quindi totalmente free.
Lo script PowerShell che implementeremo andrà a creare una firma locale di Outlook  per ogni singolo utente avvalendosi dei dati utente presenti in Active Directory.
Il funzionamento è semplice. Ogni volta che si modificherà il file di Word contente un modello predefinito le firme verranno rigenerate dallo script a sua volta distribuito via GPO .
Tutti i file e gli script sono scaricabili dall’indirizzo fornito in fondo all’articolo.
Prerequisiti
Al fine di poter raggiungere il nostro obiettivo avremo bisogno che alcuni prerequisiti vengano soddisfatti:
PowerShell (Già presente in W7, installabile su WXP e distribuibile tramite WSUS)
Office 2003 o successivi (Sono necessari gli Assembly di interoperabilità primari installati di default, in caso contrario sono scaricabili da Microsoft download center
· Almeno un server che abbia il ruolo di Domain Controller
· Exchange Server 2007/10 (Facoltativo, lo script può essere facilmente adattato ad operare in sua assenza)
Installazione
Prima di cominciare verifichiamo che gli utenti AD contengano tutte le informazioni necessarie nei campi preposti. Potete osservare alcuni campi compilati nella figura 1
clip_image001
Figura 1
A questo punto creeremo un file "Modello" su cui basare la nostra firma aziendale e nel quale useremo le variabili dichiarate nello script . Di seguito troverete un esempio in cui le variabili sono evidenziate in blu.
DisplayName
Title
Nome Azienda
Via XXXXXXXX, XX
00000, XXXXXXX (XX)
Tel. TelePhoneNumber, Fax. facsimileTelephoneNumber
Web: XXXXXXXXXXXXX
Email: PostaEL
BlogIQ
Una volta decisi Logo, Font ecc, salvate il file in formato Word facendo attenzione al nome della vostra organizzazione o meglio al nome che è stato dichiarato nello script PowerShell ed in particolare nella variabile "$CompanyName".
$CompanyName = ‘NomeOrganizzazione’
$DomainName = ‘nomedominioAD.local’
Tenendo presente quanto sopra creiamo le cartelle necessarie sotto "NETLOGON" aggiungendo una nuova cartella denominata "sig_files" e poi una sottocartella corrispondente al nome attribuito in precedenza. Una volta terminato avremo un percorso simile a questo:
\\nomedominioAD.local\NETLOGON\sig_files\NomeOrganizzazione\
Non ci resta che copiare il file di Word creato in precedenza in questa posizione, come indicato in Figura2.
clip_image003
Figura 2
Le variabili AD utilizzate in questo script sono riassunte di seguito, a destra si trovano i riferimenti agli attributi dell’oggetto AD.
$ADDisplayName = $ADUser.DisplayName
$ADEmailAddress = $ADUser.mail
$ADTitle = $ADUser.title
$ADTelePhoneNumber = $ADUser.telephoneNumber
$ADdescription = $ADuser.description
$ADFax = $ADuser.facsimileTelephoneNumber
$ADMobile = $ADuser.mobile
$ADDepartment = $ADuser.department
Nel caso in cui ci sia la necessità di aggiungere altre variabili è possibile farlo da ADUC in modalità “Advanced Features” nelle proprietà dell’oggetto AD (utente) sotto “Attribute Editor”. Oltre a cambiate il valore è possibile leggerne il nome dell’attributo che molto spesso è poco intuibile. (Fig. 3)
clip_image004
Figura 3
E’ arrivato il momento di copiare il codice seguente e di salvare il file con estensione .ps1 (Es. Firma.ps1)








Il codice di cui sopra è basato su questo script di Jan Egil Ring ma dovete fare attenzione ad un paio di cose. Lo script originale contiene alcune linee di codice che sono state rimosse e che causavano il salvataggio nel formato errato del file firma che deve essere invece in formato testo. Nella versione 1.1 non sareste stati in grado di rispondere ai messaggi solo testo. Sono state aggiunte alcune variabili e soprattutto la parte che salva la firma in html “filtrato” per OWA. Fate attenzione al “filtrato”, se usate il tag “wdFormatHTML” come nello script originale (1.1) al posto di “wdFormatFilteredHTML” Winword genererà un file molto grande contenente una serie infinita di TAG relativi ad Office che nel nostro caso non sono necessari, Il file diventerebbe troppo grande (32k) per essere correttamente gestito in EMS (Exchange Management Shell) dato che ci viene imposto da Exchange Server un limite hard coded di 8k .

Nelle linee 51 – 52 definiamo il nome della nostra organizzazione e del dominio AD

51:  $CompanyName = ‘YourComapny’  
52:  $DomainName = ‘yourdomain.local



Da 68 a 81 troviamo le variabili AD che abbiamo definito e che abbiamo usato nel file di Word.

Mentre la linea 64 definisce il nome del vostro Exchange Server

$ExchPath = '\\YOUR_EXCHANGE_SERVER\Signatures\'



Dalla 194 alla 196 lo script genera il file per htm in locale per OWA e poi lo copia nella cartella condivisa “Signatures” (Condivisa in precedenza sul server Exchange).

Ora il nostro script PowerShell è pronto per essere distribuito tramite GPO.

Il prossimo passo sarà quello di creare una nuova GPO di nome “Signature”.  (Fig. 4)

image

Figura 4

Per quanto riguarda i parametri da settare dobbiamo soffermarci qualche secondo sul fatto che dovremo “insegnare” a PowerShell ad eseguire il nostro script dato che non avrà nessuna firma digitale.

Sotto Policies –>Administrative Templates –>Windows Component –>  Windows PowerShell –>Turn on script esecution setteremo il parametro su “Enabled” e nelle opzioni “Allow all Scripts” (Fig. 5)

image

Figura 5.

A questo punto dovremo distribuire lo script vero e proprio, magari usando questa stessa GPO. (Fig. 6)

User Configuration –> Policies –> Windows Settings –> Scripts

image

Figura 6

Se nella vostra azienda avete ancora Windows XP allora sarà necessaria una seconda policy filtrata (fig. 7) con WMI (WXP) che chiameremo ad esempio “LegacySignature” dove andremo a definire un file batch che a sua volta eseguirà lo script PowerShell.  Di seguito la linea di codice da inserire nel file batch.




image

Figura 7

Installazione – parte Exchange Server

Partiamo dalla cosa più semplice. Accediamo al nostro Exchange Server, creiamo una nuova cartella di nome "Signatures" e condividiamola assegnando i permessi di scrittura per "Authenticated Users". La cartella dovrà essere accessibile tramite il percorso UNC \\NOMESERVER\Signatures.

Man mano che gli utenti faranno logon dalle macchine la nostra directory si popolerà dei vari file html che useremo per le firme OWA. (Fig. 8)

 image

Figura 8

Se nella vostra firma è stato inserito un logo dovremo affrontare un altro paio di problemini. I file htm generati  da Word contengono un collegamento all’immagine che punta ad una cartella locale con il risultato che OWA visualizzerà l’immagine con una bella X rossa. Inoltre l’immagine verrà collocata da Word in una cartella con nome %username%_file/nomeimmagine.xxx. Come si può immaginare la sostituzione del testo in questo caso non è così banale.

Risolveremo questo problema usando di nuovo PowerShell e avvalendoci delle espressioni regolari.

Il codice html dei vari file firma che troveremo nella cartella Signatures conterrà fra il resto del codice la linea  :

<td><img width=119 height=102 src="administrator_file/image001.gif"></td>


Quello che faremo sarà sostituire la parte src=”” con un link ad un sito web pubblico dove avremo precedentemente caricato la nostra foto del logo (image001.gif)


   <td><img width=119 height=102 src="http://www.publicwebsite.com/image001.gif"></td>



Ecco lo script Powershell (EMS) che permette di correggere tutti i file in un solo colpo e di importare le firme di ogni utente in OWA.




Noterete le variabili $Old (che contiene la Reg Ex) e $New . 

A questo punto l’unica cosa che resta da fare è automatizzare l’importazione con un operazione schedulata giornalmente. 

Nella parte Program/Script inseriremo:
C:\Windows\System32\WindowsPowerShell\v1.0\powershell.exe 



mentre nella parte Add Arguments :
-command ". 'C:\Program Files\Microsoft\Exchange Server\V14\bin\RemoteExchange.ps1'; Connect-ExchangeServer -auto; c:\Signatures\script\OWASignature.ps1"    (Fig.9)
image
Figura 9
Da ora in poi ogni volta che andrete a modificare il file Word (della firma) automaticamente verranno aggiornate tutte le firme locali di Outlook e quelle di OWA.  

Tutti i file utilizzati in questo articolo sono scaricabili da questo link: http://sdrv.ms/Pi3mIW

17 agosto, 2012

Windows 8 Pro: How to add language pack

You need to add language pack into W8 Pro?

Start the "\Windows\system32\lpksetup.exe" from the command line or press the “Windows” Key + R and type lpksetup.exe

27 luglio, 2012

Microsoft Exchange Server 2013 Preview

Il tempo passa velocemente e siamo già vicini ad un nuovo rilascio. Se qualcuno (tra tutte le novità estive) ha voglia di provare Exchange 2013 Occhiolino

Download: http://technet.microsoft.com/it-IT/evalcenter/hh973395.aspx?wt.mc_id=TEC_116_1_33

Alcune risorse..

http://technet.microsoft.com/it-IT/evalcenter/hh973396

27 giugno, 2012

Exchange Server: Calendar Checking Tool for Outlook

The Calendar Checking Tool for Outlook is a command-line program that checks Outlook Calendars for problems. To use this tool, the Outlook calendar must reside on a Microsoft Exchange Server. The tool does not work with IMAP, with POP3, or with other non-Exchange mail servers.

The tool opens an Outlook profile, opens the Outlook Calendar, and then checks several things such as permissions, free/busy publishing, and auto booking. Then, the tool checks each item in the calendar folder for problems that can cause items to seem to be missing or that might otherwise cause problems in the Calendar.

Download X64

Download X86

22 giugno, 2012

S.I.D. // 2012: Server 2012 Infrastructure Day: “non solo”

Una bellissima giornata all’insegna della formazione di altissimo livello tecnico arricchita da un pizzico di divertimento. Un grandissimo grazie a tutti i preparatissimi speaker che hanno saputo raccontare in anteprima le tecnologie che ci accompagneranno nei prossimi anni con grande competenza e passione e  “non solo”.

Un “non solo” perchè dietro ad un evento di questo genere c’è moltissimo lavoro che viene svolto dietro le quinte a cui non pensiamo quando siamo seduti di fronte allo speaker.

Pensiamo soltanto alla preparazione del sito per l’evento, alla grafica (assolutamente professionale e di alto livello),  a cercare gli sponsor, che come potete immaginare non è facile , organizzare le sessioni, organizzare le scalette, gli argomenti, il Catering, trovare la sede adatta, e via dicendo

Pensiamo che una sessione di un oretta nasconde settimane di preparazione senza contare il tempo necessario all’installazione e alla configurazione dell’infrastruttuta necessaria alle demo.

Pensiamo che tutto questo è stato organizzato per noi e sopratutto gratuitamente ed è stato possibile grazie agli sforzi (notevoli direi) di ragazzi straordinari e grazie a tante altre persone che hanno lavorato per rendere possibile tutto questo.

GRAZIE      W I N D O W S E R V E R . IT

21 maggio, 2012

S.I.D // 2012: Server 2012 Infrastructure Day

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WindowServer.it vi invita alla Server 2012 Infrastructure Day, il primo evento dedicato a Windows Server 2012 e System Center 2012.
Una giornata dove si tratteranno le novità legate ad Hyper-V, Remote Desktop Services e dove verranno spiegati i metodi per gestire, monitorare e proteggere il proprio ambiene tramite System Center 2012 attraverso Virtual Machine Manager, Operations Manager, Configuration Manager, Data Protection Manager.

L'evento è offerto in collaborazione con Microsoft Italia e diversi partner che offrono soluzioni per le aziende informatiche.

La Server 2012 Infrastructure Day si terrà presso:
19 Giugno 2012 - Microsoft Italia - Viale Avignone 10 - Roma
22 Giugno 2012 - Microsoft Italia - Via Lombardia 2/a-1 - Peschiera Borromeo (MI)


Segui le notizie relative all'evento tramite la pagina Facebook o tramite l'hashtag Twitter: #wssid2012

http://www.infrastructureday.com/

26 aprile, 2012

Esame di Certificazione 70-659, TS: Windows Server 2008 R2, Server Virtualization

Era da un po’ che non sostenevo esami di certificazione e così eccoci di nuovo qui con un nuovo esame, il 70-659 TS: Windows Server 2008 R2, Server Virtualization.

Anche se questa certificazione non è particolarmente complessa, il “buon punteggio”  è stato ottenuto anche grazie alla partecipazione ad IT CAMPS, un corso che vi consiglio anche per la presenza di validissimi Speaker. 

Per chi non lo conoscesse, IT Camp é un momento di formazione gratuita in cui Sistemisti e Professionisti IT si incontrano per approfondire le tecnologie Microsoft di infrastruttura.

Ringrazio Microsoft ed in particolare Renato Francesco Giorgini per avermi suggerito di partecipare a IT CAMPS.

70-659

19 aprile, 2012

Microsoft Exchange PST Capture 1.0

PST Capture is an interesting tool that is used to discover and import Outlook Personal Folder (.pst) File Format files into Exchange Server and Exchange Online. PST Capture helps an organization that wishes to gain more control over their email data repositories by placing them into Exchange. By optionally installing PST Capture Agents on target machines, administrators can determine where .pst files are located and who their file owner is via the PST Capture Console. Administrators can import .pst files via Import Lists to Exchange Server or Exchange Online. Data can be directly imported into the primary mailbox or associated archive mailbox.
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You need to install an Agent before perform a PST Search. It is available both for x86 and x64.
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